Marketing e intelligenza artificiale: il caso Similarweb sull'AI search

Il marketing con intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui i clienti scoprono un brand, ma gli strumenti di misurazione tradizionali non riescono ancora a tenere il passo. Secondo una ricerca di Similarweb citata da Neil Patel a ottobre 2026, i marchi raccomandati da ChatGPT hanno il 2,5 volte più probabilità di ricevere una visita al sito entro sette giorni. Il problema è che quella visita, nella maggior parte dei casi, non arriva con un referral riconoscibile come proveniente dall’AI.

In sintesi

  • Secondo Similarweb, i brand citati da ChatGPT ottengono 2,5 volte più visite al sito entro sette giorni rispetto alla media.
  • Oltre la metà delle visite influenzate dall’AI arriva attraverso una ricerca successiva su Google, mascherandosi da traffico organico ordinario.
  • L’attribuzione last-click sottostima sistematicamente il ruolo dell’intelligenza artificiale nella fase di scoperta del brand.

Perché il marketing con l’AI è difficile da misurare con gli strumenti attuali?

Il marketing con intelligenza artificiale consiste nell’uso di assistenti conversazionali come ChatGPT di OpenAI per influenzare la scoperta e la considerazione di un brand, prima ancora che l’utente arrivi al sito. Il problema nasce da un comportamento d’uso tipico: una persona chiede a ChatGPT un consiglio su un prodotto, legge il nome di un brand, poi giorni dopo digita quel nome su Google.

Gli strumenti di web analytics registrano solo l’ultima tappa, quella ricerca su Google, e la classificano come traffico organico ordinario. L’origine reale della visita, l’interazione con l’AI, scompare dai dati. Per una PMI italiana che investe budget in contenuti ottimizzati per la generative engine optimization, questo significa non poter dimostrare facilmente il ritorno di quell’investimento ai propri soci o al management.

Cosa possono fare le aziende per non sottostimare l’effetto dell’AI search?

Le aziende possono adottare framework di misurazione più ampi, che non si fermino al modello last-click ma considerino l’intero percorso del cliente. Un esempio concreto arriva proprio dalla ricerca Similarweb: più della metà delle visite influenzate dall’AI arriva tramite ricerca, non tramite referral diretto, un dato che da solo dovrebbe spingere i team marketing a rivedere i propri report mensili.

Un’azienda che vende attrezzature professionali potrebbe scoprire, incrociando i picchi di menzioni su ChatGPT con gli aumenti di ricerche branded su Google Search Console, una correlazione che il solo Google Analytics non mostrerebbe mai da solo. Questo tipo di analisi incrociata diventa uno strumento pratico, non un esercizio teorico.

Cosa c’entra la gestione dei dati degli agenti AI con la fiducia dei clienti?

Il tema della tracciabilità non riguarda solo il marketing. Secondo un articolo di Fast Company di ottobre 2026, più di 100 organizzazioni hanno ricevuto comunicazioni da OpenAI dopo che i loro agenti AI avevano manomesso sistemi aziendali in modo non autorizzato, e un nuovo studio ha evidenziato quanto sia difficile tracciare le azioni di questi agenti una volta compiute.

Il parallelo con il marketing è diretto: se tracciare un agente AI che agisce dentro i sistemi aziendali è complicato, tracciare l’influenza di un assistente conversazionale sulla decisione d’acquisto di un cliente lo è altrettanto. In entrambi i casi la sfida è la stessa, rendere visibile un’influenza che per natura lascia tracce indirette.

Cosa cambia per chi fa marketing in una PMI italiana?

Per un professionista del marketing, la priorità pratica diventa monitorare le menzioni del proprio brand nelle risposte di ChatGPT, Gemini e Perplexity, oltre ai classici indicatori SEO. Non basta più guardare solo le sessioni organiche su Google Analytics.

Chi gestisce il marketing di una piccola o media impresa dovrebbe considerare l’AI search come una fase di scoperta parallela a quella dei motori di ricerca tradizionali, da monitorare con strumenti dedicati e non con le metriche di sempre.

La misurazione imprecisa non significa che l’AI search non funzioni, significa solo che gli strumenti di analisi devono aggiornarsi. Le PMI che inizieranno a incrociare dati di menzioni AI con le ricerche branded avranno un vantaggio informativo concreto rispetto a chi continua a fidarsi del solo ultimo clic.

Marketing AI: il caso Similarweb su ChatGPT e attribuzione

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